Religiosity, Violence, Political Recompositions. Reflections from Sri Lanka and its Diasporas

Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali
Università di Catania
𝟓-𝟖 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑

Dal 5 all’8 novembre 2023 il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania ospiterà il convegno internazionale dal titolo “Religiosity, Violence, Political Recompositions. Reflections from Sri Lanka and its Diasporas”.

Il Convegno è promosso nell’ambito del Progetto di ricerca “RIMIGRA: Migrations, blurring boundaries, and home-making: Anthropological analysis of the rituals/migrations nexus in Southern Italy” (PRIN 2017), coordinato dalla Prof.ssa Mara Benadusi, antropologa presso l’ateneo catanese, in partenariato con altre tre università del Sud Italia: le Università della Basilicata e di Palermo come unità locali e l’Università di Messina nel ruolo di capofila, durante il convegno rappresentata dal Responsabile scientifico del progetto, il Prof. Berardino Palumbo.

Il convegno intende esplorare le dinamiche di conflitto e di convivenza che le identità religiose possono generare, a partire da uno sguardo specifico sullo Sri Lanka e sull’ampia comunità srilankese residente in Sicilia. Grazie a una cospicua partecipazione di antropologhe e antropologi provenienti da Sri Lanka, Regno Unito, Pakistan, Portogallo e Italia, si rifletterà sul ruolo che giocano l’appartenenza religiosa e le tradizioni rituali nell’alimentare fratture sociali e violenze ma anche nell’attivare processi di ricomposizione politica e di coesistenza.

Tra gli studiosi che interverranno su questi temi si segnala la presenza di Jonathan Spencer, Professore emerito dell’Università di Edimburgo; Farzana Haniffa dall’Università di Colombo in Sri Lanka; Filippo Osella dell’Università del Sussex; Pradeep Jeganathan, altro antropologo srilankese; Giacomo Mantovan, ricercatore del CRIA, Centro di Ricerca in Antropologia di Lisbona; Dominic Esler dell’Università di Lahore, Pakistan; Eugenio Giorgianni dell’Università di Messina e Giovanni Cordova dall’Università di Napoli “Federico II”.

I contributi proposti verteranno sulla violenza della guerra civile (1983-2009) che in anni recenti ha insanguinato lo Sri Lanka innestandosi su polarizzazioni identitarie mai del tutto sopite (in primis quella tra tamil e singalesi e, più recentemente, tra religione buddhista e minoranze musulmane e cristiane nel paese), così come sul ruolo che le religioni hanno avuto e posseggono tuttora nell’attuale scenario srilankese nell’incoraggiare prassi di convivenza o, al contrario, nello stimolare irrigidimenti confessionali, etnici o di matrice nazionalistica.

L’attenzione sulla realtà srilankese, un paese che sta lentamente uscendo da una crisi economica, sociale e politica di ampia portata, culminata nelle dimissioni del Presidente Rajapaksa nel 2022, è motivata da un ormai consolidato interesse di ricerca che verte su questo contesto dell’Asia meridionale da parte della Prof.ssa Mara Benadusi, che negli anni ha dato avvio a diversi programmi di ricerca e di cooperazione inter-universitaria con lo Sri Lanka. Tra l’altro a Catania come in altre città della regione siciliana la comunità srilankese rappresenta oggi una della nazionalità più cospicue radicate sul territorio. Proprio per valorizzare il rapporto con le comunità locali, durante il convegno è stata programmata una tavola rotonda che si terrà il 7 novembre alla presenza di alcuni rappresentanti delle istituzioni religiose srilankesi presenti a Catania, che interverranno sul ruolo che gli Srilankesi della diaspora possono ricoprire nel favorire processi di risoluzione pacifica delle controversie nei loro contesti di origine. Alla tavola rotonda interverrà anche l’ufficio Migrantes di Catania, nella persona del suo Direttore, Don Carlo Palazzolo.

Sempre in un’ottica di apertura al territorio e a una platea più ampia, nel ricco e articolato programma del convegno è prevista una riflessione collettiva sul film “Per un figlio”, del regista srilankese Suranga D. Katugampala, pellicola che ha riscosso importanti apprezzamenti dalla critica e che descrive le difficoltà incontrate nei percorsi di crescita delle cosiddette “seconde generazioni” di migranti in Italia.

La partecipazione al convegno, che si terrà principalmente in lingua inglese, è libera e aperta a tutti gli interessati.

 

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