Convegno: “Le culture del lutto e le rappresentazioni della morte” Cosa resta del sacro nei riti funebri oggi
“Le culture del lutto e le rappresentazioni della morte”
Cosa resta del sacro nei riti funebri oggi
Milano Casa della Cultura 30 Giugno 2026 ore 21
Parleranno:
Ana Cristina Vargas , Direttrice scientifica Fondazione Fabretti di Torino, Antropologa. Docente Unito
Enzo Pace, sociologo, Università di Padova
Le ricerche recenti ci dicono che il nostro paese è caratterizzato da una fede, almeno quella cattolica, a bassa intensità, contemporaneamente negli ultimi venti anni è stato interessato da una immigrazione che ha portato con sè nuove religioni.
Le fonti religiose contemporanee mostrano un indebolimento delle forme rituali tradizionali, dovuto a individualismo e materialismo, ma non la scomparsa del sacro: la tradizione cristiana ed ebraica continuano a proporre il rito come consolazione, memoria, speranza di vita eterna e convivono dunque con i riti funebri delle “nuove religioni “che abitano il paese, tuttavia, cresce anche una “spiritualità fai da te” che sostituisce la fede istituzionale con pratiche interiori e simboliche più soggettive. Il sacro tende a privatizzarsi, a diventare esperienza, non dogma.
Oggi sembrano dunque coesistere due tendenze opposte: da un lato la secolarizzazione e la privatizzazione del lutto; dall’altro il bisogno persistente di ritualità, memoria e trascendenza.
Anche quando Dio scompare dal discorso pubblico, spesso resta il bisogno di: separare il tempo della morte dal tempo ordinario, costruire una memoria condivisa, attribuire dignità al corpo e alla perdita, creare continuità tra vivi e morti.
In questo senso, il sacro nei riti funebri contemporanei sopravvive meno come dogma e più come esigenza antropologica: il bisogno umano di dare forma simbolica alla fine della vita.
Nei riti funebri contemporanei il sacro non scompare, ma si trasforma. Sopravvive in forme più individualizzate, simboliche, comunitarie o addirittura digitali, spesso sganciate dalle istituzioni religiose tradizionali ma ancora profondamente legate al bisogno umano di dare senso alla morte.
Questo incontro si lega anche al convegno “Laici anche nell’oltre” che illustrava i progetti del cimiterino interreligioso e laico di Ozzano nell’Emilia e di Diventare Alberi che sosteniamo e di cui siamo tra i primi proponenti rappresentandone un corollario teorico e di approfondimento
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