Parenting at the croassroad oh hope, responsability and the future
Panel 35 / Quinto Convegno Nazionale SIAC “SPERARE / DISPERARE / DESIDERARE”
Matera, 25-27 settembre 2025
Proponenti: Ulderico Daniele (Università di Bergamo), Francesca Nicola (Ricercatrice indipendente)
Abstract
As socio-anthropological literature has shown, parenthood in contemporary Western societies is constructed as a “choice” (Shneider 1981; Grilli 2019) and procreation is no longer given for granted (Solinas 2004); this implies an unprecedented effort to envision a possible and desirable future, along with the practices and strategies that can ensure its realization. This effort, which intertwines desire, hope, and despair, is evident in the diversification of reproductive trajectories, now interpreted as intentional parenthood. Likewise, the links between hope, desire, and despair can be explored by investigating the imaginaries, the practices and the strategies of what, from the perspective of “parenting culture studies” (Lee et al. 2014), has been defined as “intensive parenting” (Furedi 2001; Nicola 2017; Sità 2017). This notion refers to the way neoliberal societies configure the parental role as a “performance” requiring specific skills and laden with moral value: in a context of weakening kinship ties and growing distrust in public institutions, parents are seen as the primary agents and guarantors of their children’s present and future well-being. The panel aims at exploring diverse dimension of intensive parenting, because if parenting is by definition a choice that implies desire and hopes for a future perceived as possible and desirable, the current situation of uncertainty and instability, combined with changes in family structures, increasingly burden parents with exclusive responsibility for the rearing of their children, leaving them alone in facing crises and the risk of despair. The panel welcomes proposals based on ethnographic research investigating the diverse forms of intensive parenting such as parental activism in public spaces and in relations with healthcare and educational institutions, to the re-naturalization of the maternal role, and to the construction of new and involvend fatherhoods.
Keywords: Parenting, genitorialità intensive, Parenting Culture studies
Lingue accettate: Italiano / English
Sessione Unica
Venerdì 26/9/25, ore 15.15-17.00, aula A012, piano terra
Michela Mariotto (michela.mariotto1@uniroma3.it) (Università Roma Tre), Mar Arnau Gonga (mararnau.gonga@autonoma.cat) (Universitat Autònoma de Barcelona), Gender-Free Parenting: Challenging Norms and Opening New Paths for Gender in Society
In contemporary Western societies, where parenting is increasingly framed as an intentional and future-oriented project, this study explores a specific form of parenthood that has emerged over the past two decades: gender-free parenting. This form of parenting refers to practices in which a child’s sex/gender assignment at birth is not publicly disclosed, creating space for the child to explore gender identities without immediate social labelling or normative expectations. Emerging from feminist and queer political positioning, this approach challenges conventional assumptions about childhood and gender, viewing early life not as a preparatory stage for normative adulthood but as a site of open-ended relational and identity development. Based on ten qualitative interviews with parents raising children aged 0–12 in Spain, the research investigates parental motivations, strategies, and the social and institutional responses they encounter, from moral judgment and social invisibility to bureaucratic and practical obstacles. Gender-free parenting reconfigures expectations for the future by imagining alternative modes of gender, care, and responsibility. It contributes to reshaping family power dynamics and acknowledges the child as an active participant in constructing their own biography, rather than a passive recipient of adult projections and norms.
Marina Della Rocca (marina.dellarocca2@unibz.it) (Università di Bolzano), Madri migranti e sguardi istituzionali: un’etnografia nel servizio sociale altoatesino
Il modello di intensive parenting, che si configura come paradigma della performance genitoriale e orienta l’intervento istituzionale nei confronti delle pratiche genitoriali ritenute carenti sul piano delle capacità individuali, riveste un ruolo centrale nei processi di riproduzione delle disuguaglianze sociali (Lanini 2024). All’interno di questo quadro si colloca la ricerca etnografica GENMIG della Libera Università di Bolzano sulla comprensione della genitorialità delle donne migranti nel servizio sociale altoatesino. Facendo riferimento al modello dell’intensive motherhood (Sità 2017), carico di ideali naturalizzati di maternità (Ramsay 2017), che distorcono le esperienze di genitorialità delle donne nella migrazione, la ricerca analizza paradigmi e categorie interpretative del servizio sociale, con l’obiettivo di comprendere come l’intreccio tra genere e migrazione produca specifici interventi istituzionali sulla genitorialità delle donne migranti e come questi vengano vissuti da queste ultime in relazione alle loro esperienze migratorie, alle loro progettualità, e ai loro desideri. I risultati preliminari della ricerca evidenziano categorie interpretative che si orientano all’interno dei suddetti paradigmi, tra considerazione delle barriere strutturali, marcatura di differenze culturali e retoriche dell’emancipazione. Quale spazio di scelta sulle proprie pratiche genitoriali è possibile per le donne migranti all’interno di tali cornici teoriche e operative?
Ulderico Daniele (ulderico.daniele@unibg.it) (Università di Bergamo), Uomini che parlano di paternità. La costruzione di paternità “nuove” alla luce della genitorialità intensiva
In questo contributo intendo sperimentare la cornice teorica della genitorialità intensiva in relazione all’esperienza di un gruppo di padri protagonisti di una specifica esperienza di riflessione sulla loro genitorialità. Mentre nella letteratura questa cornice teorica ha permesso di ricomprendere in un quadro concettuale unitario una serie di fenomeni anche di ordine diverso, dalla rinaturalizzazione di ruoli familiari e compiti di cura, alla applicazione di codici morali sempre più stringenti sui comportamenti materni nei contesti informali, fino alla traduzione di queste aspettative anche nelle pratiche e nel linguaggio istituzionale, la “genitorialità intensiva” è stata raramente applicata e valorizzata nelle ricerche e nei dibattiti che cercano di definire le forme “nuove” di paternità. In questo contributo mi concentro in particolare su padri la cui esperienza di genitorialità è contraddistinta dalla partecipazione ad una iniziativa di riflessione e di parola sulla propria esperienza. L’esperienza di riflessività di questi uomini si inscrive dentro un quadro complessivo di instabilità e ridefinizione degli assetti familiari, e rimanda al contempo alla possibilità e al desiderio di poter costruire il proprio ruolo genitoriale affrancandosi dai modelli ereditati dalle precedenti generazioni e iniziando a riconoscere le conseguenze delle asimmetrie di genere anche dentro gli spazi e i tempi domestici. Mi propongo quindi di indagare la riflessività di questi padri provando a riconoscere le forme in cui la genitorialità intenzionale e intensiva viene declinata al maschile.
