P42: A misura d’uomo. Biometria, identità digitali e classificazioni sociali

On a human scale. Biometrics, digital identities and social classifications

Armando Cutolo (Università di Siena) , Pier Giorgio Solinas (Università di Siena)

Lingue: Italiano e inglese

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Italiano

Se c’è un fenomeno attuale che invita a prefigurare inquietanti sviluppi futuri, questo è l’espandersi e il diversificarsi delle tecniche d’identificazione. Le procedure biometriche fanno ormai parte della nostra esperienza quotidiana, e le tecnologie che le sorreggono generano definizioni dell’identità che si moltiplicano. Da una parte l’identificazione biometrica basata sulle impronte digitali e/o sulla scansione dell’iride, che riconosce la “uniqueness” dell’individuo mediante la scansione e la codificazione dei tratti corporei che lo distinguono da ogni altro; dall’altra le nuove tecnologie di riconoscimento facciale, che sembrano aprire la strada a forme di fisiognomica sociale e razziale, facendo tornare alla memoria l’antropometria ottocentesca. Accanto a queste tecnologie si osserva il moltiplicarsi di agenzie private o statali dedite alla raccolta di dati bio-molecolari; questi dovrebbero permette d’identificare e classificare popolazioni e sottopopolazioni in base a collezioni di marcatori genetici. Le identità che ne risultano, poiché biologicamente condivise, vengono rappresentate con categorie che appartengono al mondo delle classificazioni sociali – quella di “etnia” in primo luogo.
Si assiste così a un processo di naturalizzazione delle identità che oblitera la persona sociale a favore di un individuo fenotipico (biometria) o genotipico (analisi genomica) di cui catturare i tratti distintivi. Ciò determina trasformazioni importanti di quella che è stata chiamata l’“infrastruttura della cittadinanza” (Breckenridge 2014). Lo si osserva in Africa sub-sahariana e nel Sud Asia, dove la circolazione della biometria e dei metodi scientifici di classificazione delle popolazioni ha una lunga storia coloniale. Sotto l’impulso dei programmi come l’ID4D (Identification for development) della Banca Mondiale, che favoriscono i collegamenti tra imprese informatiche del settore e rappresentanti di Stato, si avvia la “rivoluzione biometrica” del Sud globale (Awenengo Dalberto, Banégas, Cutolo 2018). Se in India il programma Adhaar (Solinas 2010) ha inserito nel suo database le impronte digitali e le iridi di più di un miliardo di persone, in Africa sub-sahariana si moltiplicano campagne di registrazione biometrica della popolazione volte a colmare i gap creati dalla distinzione tra cittadini e soggetti degli “Stati biforcati” coloniali.
L’iscrizione allo Stato civile costituisce evidentemente una base essenziale per l’accesso ai diritti e servizi (cittadinanza, voto, istruzione, sistema sanitario ecc.). Tuttavia, le tecniche biometriche, poiché cancellano la soggettività e il sociale dal setting dell’identificazione, hanno un costitutivo potenziale di sorveglianza che risponde pienamente alle retoriche securitarie attuali. Ne è testimone la presa d’impronte digitali che caratterizza l’identificazione dei migranti irregolari e dei richiedenti asilo: la registrazione dei loro ID biometrici è ciò che li rende identificabili attraverso le frontiere e sanzionabili nel caso di viaggi non autorizzati. Negli Stati Uniti, l’identificazione mediante telecamere di sorveglianza capaci di operare scansioni a distanza, ha portato alcune amministrazioni a bandire il riconoscimento facciale in quanto lesivo del diritto alla privacy. In Cina, secondo report giornalistici recenti, la Huawei starebbe per consegnare al governo software destinati alla “identificazione etnica”. “Unicità” dell’individuo e classificazioni sociali iniziano dunque a intrecciarsi in nuovi e imprevedibili modi.
Il nostro panel invita i contributi – etnografici, storici, teorici- che focalizzino le tecnologie di identificazione – attuali o passate – e loro implicazioni, al fine di esplorare gli spazi sociali e politici che si situano al crocevia tra identificazione, sorveglianza e diritti.

Keyword: Biometria, identificazione, classificazioni, persona, identità digitali

Riferimenti bibliografici

  • S. Awenengo Dalberto S., R. Banégas and A. Cutolo (2018) “Biometric citizenship? Documentary state, identity, and personhood at the biometric turn”, Politique africaine, n° 152, 2018/2, p. I–XXIV
  • Breckenridge K. (2014) Biometric State. Cambridge 2014, Cambridge University Press.
  • Breckenridge K. (2018) “Etat documentaire et identification mathématique : la dimension théorique du gouvernement biométrique africain » Politique africaine, n° 152, 2018/2, p. I–XXIV, pp.31-50
  • Solinas P. G. “Census of India. Demografia, antropologia, genetica », in Popolazione e storia XI, 1.

English

Biometrics have become part of our daily experience, and the burgeoning of new technologies of identification are multiplying the criteria and the forms of identification. On the one hand, well-known procedures like those based on fingerprints and/or iris scan, that are meant to attest the “uniqueness” of the individual by reading and codifying specific features of his body; on the other, the new technologies of facial recognition seem to pave the way for the return of social, criminal and racial physiognomics belonging to the history of positivist anthropometry in Nineteenth century. Beside the spreading of these technologies, we can observe the bourgeoning of private and public agencies collecting bio-molecular data. Among their goals, there is the classification of populations and sub-populations following genetic markers. This results in the making of identities that, sharing collective biological elements, are represented following social – often “ethnic” – categories. Be it by individualizing or by categorizing, a process of naturalization of identities is taking place, where the social person is replaced by an individual defined by phenotypic or genotypic distinctive features. These processes entail relevant transformations in what has been described as the “infrastructure of citizenship” (Breckenridge 2014). In Sub-Saharan Africa, where biometrics have a specific colonial and postcolonial history (idem), and where World Bank’s Identification for development program (ID4D) seem to encourage connections between private companies and state governments, a “biometric revolution” is taking place (Awenengo Dalberto, Banégas, Cutolo 2018): many campaigns of biometric registration of population follow one another. In India, the Adhaar program (Solinas 2010) has registered in is databases the fingerprints and the iris of over a 1.2 billion of persons.
Civil registration is of course a crucial mean of access to rights and state services (citizenship, vote, instruction, health etc.). Nonetheless, biometric techniques have a potential in surveillance and coercion (which is apparent in the cancellation of subjectivity, speech and writing that they produce in the scene of identification – see Breckenridge 2018) meeting current securitarian rhetoric. The scanning of fingerprints of irregular migrants and asylum-seekers is a perfect example of this: the registration of their biometric ID in the EURODAC system enables European police forces to identify them across borders and in spite of changes of name, in case of non-authorized travels. Several communities across the United States have banned facial recognition technologies, seeing them as incompatible with the protection of privacy of citizens. Recent newspaper enquiries reported that Huawei has created a software for facial recognition aimed at “ethnical” identification. In our panel, we welcome invite ethnographic, historical and theoretical papers focusing present and past technologies of identification with their implications, exploring social and political processes determined by identification, surveillance and registration

Keywords: Biometrics, identification, classifications, person, digital identities

References

  • S. Awenengo Dalberto S., R. Banégas and A. Cutolo (2018) “Biometric citizenship? Documentary state, identity, and personhood at the biometric turn”, Politique africaine, n° 152, 2018/2, p. I–XXIV
  • Breckenridge K. (2014) Biometric State. Cambridge 2014, Cambridge University Press.
  • Breckenridge K. (2018) “Etat documentaire et identification mathématique : la dimension théorique du gouvernement biométrique africain » Politique africaine, n° 152, 2018/2, p. I–XXIV, pp.31-50
  • Solinas P. G. “Census of India. Demografia, antropologia, genetica », in Popolazione e storia XI, 1.
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