P41: Le comunità e la relazione con l’ambiente rurale: prospettive resilienti in agricoltura per il post-pandemia?

Communities and the relation with the rural environment: post-pandemic resilient perspectives in agriculture

Marta Villa (Università di Trento), Federico Bigaran (già Direttore Ufficio Produzioni Biologiche Provincia di Trento),  Alessandra Guigoni (Consultant at FLAG SSO)

Discussant: Francesca Forno (Università di Trento)

Lingue: Italiano e inglese

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Italiano

La pandemia da Covid19 ha messo in evidenza che la crisi ambientale sta avendo effetti drammatici sulle comunità dei viventi. La globalità dei fenomeni rende evidente la fragilità dei sistemi, la crescita delle disuguaglianze sociali e l’emergere di nuove povertà. Il degrado e la distruzione di interi ecosistemi hanno seriamente compromesso il cibo di cui ci nutriamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo e ci sta facendo prendere coscienza dei legami che esistono tra la nostra salute e la salute degli ecosistemi. La transizione verso modelli di produzione agroecologica impone un ripensamento dei ruoli e delle funzioni degli spazi (urbano, periurbano, rurale) e delle comunità che li abitano. Il paesaggio, inteso come spazio vivente che interagisce con gli ecosistemi, diviene il luogo di formazione e di negoziazione delle relazioni e dei significati. La crescente espansione delle aree urbane e l’abbandono di aree marginali ha compresso gli spazi e le diverse specie convivono in aree sempre più strette dove si sommano le diverse esigenze che mettono in crisi la capacità portante del territorio. Le componenti ecologiche di un paesaggio influenzano la produzione agricola, ripensata in relazione al suo impatto e alla qualità e salubrità dei prodotti. La pandemia ha messo in evidenza nuove attenzioni della popolazione verso la propria salute e alimentazione. Le comunità, forzatamente chiuse nei propri territori, hanno reinterpretato i loro ambienti, le relazioni con le altre specie e gruppi di cittadini hanno chiesto maggiore attenzione alla salubrità dei territori (referendum per incentivare biodistretti, potenziamento gruppi di acquisto solidale, attività di formazione e informazione). Come si può riconfigurare il rapporto tra produzione agricola e territorio? Quali spazi potrà occupare l’agricoltura e in quale modo? Quale modello in interdipendenza si è sviluppato durante la pandemia e si profilerà nel futuro? Ci sono modelli in agricoltura che permettono una nuova relazione tra esseri umani, specie viventi e territorio e che non siano impattanti? Ci sono soluzioni adattate dal passato che possono fornire nuovi spunti di riflessione per rimodulare la relazione tra spazi antropizzati e spazi naturali? Ci sono approcci teorici e applicazioni pratiche degli stessi che permettono la creazione di nuove relazioni di fiducia tra produttori, consumatori e comunità? Le comunità e gli agricoltori stanno mostrando delle forme innovative di resilienza e i ricercatori (antropologi, sociologi, storici) stanno indagando questi campi di ricerca che mostrano delle risposte applicative alle questioni sollevate dalla crisi climatica e sanitaria. Questa nostra proposta vorrebbe discutere case study che documentino ricerche fatte durante il lockdown Fase 1 o il periodo successivo (Fase 2 e attuale), che mostrino il successo o il fallimento di pratiche di adattamento alla situazione contingente e che permettano una riflessione ampia riguardo la possibilità di ripensare le relazioni dialogiche con l’ambiente.

Keyword: Agroecologia, Paesaggio, Antropologia rurale, Resilienza, Agricoltura postpandemica

Riferimenti bibliografici

  • Altieri M. 2018, «Agroecology: creating synergies between human and natural capital in the management of agrobiodiversity for food provisioning and resiliency», in Paracchini M. L., Zingari P. C., Blasi C.(Eds.), Reconnecting natural and cultural capital contributions from science and policy, Joint Research Centre (JRC)
  • COM 2020. Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita.
  • Forno, F., Weiner, R. R. (Eds.), Sustainable Community Movement Organizations: Solidarity Economies and Rhizomatic Practices, Londra: Routledge
  • Van Aken M., 2020, Campati per aria, Milano: Eleuthera.

Inglese

The Covid19 pandemic has shown that the environmental crisis is having dramatic effects on communities of the living. The globality of phenomena makes evident the fragility of systems, the growth of social inequalities and the emergence of new forms of poverty. The degradation and destruction of entire ecosystems have seriously compromised the food we eat, the water we drink, the air we breathe and is showing us the links that exist between our health and the health of ecosystems. The transition towards agro-ecological production models requires a rethinking of the roles and functions of spaces (urban, peri-urban, rural) and of the communities that inhabit them. The landscape, understood as a living space that interacts with ecosystems, becomes the place of formation and negotiation of relationships and meanings. The growing expansion of urban areas and the abandonment of marginal areas has compressed the spaces and the different species coexist in increasingly narrow areas where the different needs add up that undermine the bearing capacity of the territory. The ecological components of a landscape influence agricultural production, rethought in relation to its impact and the quality and healthiness of the products. The pandemic has shown new attention from the population towards their health and nutrition. The communities, forcibly closed in their territories, have reinterpreted their environments, relations with other species and groups of citizens have asked for greater attention to the healthiness of the territories (referendum to encourage biodistricts, strengthening of solidarity buying groups, training and information activities ). How can the relationship between agricultural production and land be reconfigured? What spaces can agriculture occupy and in what way? What model of interdependence developed during the pandemic and will emerge in the future? Are there models in agriculture that allow a new relationship between human beings, living species and the territory and which are not impacting? Are there solutions adapted from the past that can provide new food for thought to reshape the relationship between man-made spaces and natural spaces? Are there theoretical approaches and practical applications of the same that allow the creation of new relationships of trust between producers, consumers and communities? Communities and farmers are showing innovative forms of resilience and researchers (anthropologists, sociologists, historians) are investigating these research fields that show applicative answers to the issues raised by the climate and health crisis. Our proposal would like to discuss case studies documenting research done during the Phase 1 lockdown or the subsequent period (Phase 2 and current), showing the success or failure of adaptation practices to the current situation, and allowing for broad reflection on the possibility to rethink the dialogic relationships with the environment.

Keywords: Agro-ecology, Landscape, Rural Anthropology, Resilience, Postpandemic agriculture

References

  • Altieri M. 2018, «Agroecology: creating synergies between human and natural capital in the management of agrobiodiversity for food provisioning and resiliency», in Paracchini M. L., Zingari P. C., Blasi C.(Eds.), Reconnecting natural and cultural capital contributions from science and policy, Joint Research Centre (JRC)
  • COM 2020. Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita.
  • Forno, F., Weiner, R. R. (Eds.), Sustainable Community Movement Organizations: Solidarity Economies and Rhizomatic Practices, Londra: Routledge
  • Van Aken M., 2020, Campati per aria, Milano: Eleuthera.
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