In ricordo di Chiarella Addari Rapallo



Chiarella Addari Rapallo è stata tra il 1958 e il ‘59 la prima collaboratrice di Alberto Cirese nella Facoltà di Lettere di Cagliari. E fu proprio Cirese che, durante una seduta di tesi di laurea, colpito favorevolmente da una sua originale osservazione a un laureando su un aspetto della fiaba mai fino ad allora studiato, cogliendone le capacità di analisi, la spinse ad approfondire il tema e la indirizzò verso quell’interesse per la fiabistica che diverrà il fulcro della sua ricerca scientifica e didattica.

 

Dopo Cirese, Chiarella è stata insieme a Enrica Delitala, figura importante della Cattedra di Storia delle tradizioni popolari, competente eppure schiva, lontana da logiche di carriera, ma animata dalla passione per lo studio e la ricerca; aveva un’eleganza innata e una fine sensibilità che la facevano apprezzare da colleghi e da studenti rapiti dalle sue lezioni su Propp e sugli studi di tradizione orale svolte con padronanza e una eloquenza garbata e accattivante.

 

Senza voler elencare tutti i lavori che hanno contrassegnato la sua carriera universitaria, di lei si vuole ricordare il suo impegno nella costituzione dell’Archivio Demologico Sardo - ideato da Cirese con la prospettiva di diventare centro di consultazione, studio e promozione di nuove indagini - e l’attiva collaborazione alla rivista della Cattedra, nota come BRADS, impegno visibile nei vari contributi.

 

Il suo nome è legato a quello di Cirese anche riguardo “il progetto di un repertorio di informazioni folkloriche ordinate per argomento” (soggettario) da farsi con l’uso di un computer (allora veniva chiamato calcolatore), una perforatrice IBM presa a noleggio dall’Istituto. Un lavoro di una novità assoluta di cui fu pioniere Cirese. Chiarella frequentò un corso alla IBM di Cagliari e, preso contatto con il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico di Pisa, coordinò l’indice soggettario delle due principali riviste italiane di demologia (ASTP e Lares) e attivò i seminari per laureandi e per i docenti di altre discipline.

 

Un altro importante contributo è quello che vede il gruppo cagliaritano (Cirese, Delitala, Rapallo) aderire al programma nazionale di rilevazione sul campo promosso dalla Discoteca di Stato, volto a documentare e registrare su nastro documenti di tradizione orali non cantate; l’indagine sarda impegnò soprattutto Chiarella e portò non solo al rilevamento di fiabe e alla loro classificazione ma evidenziò nuove problematiche relative al contesto della fiaba, ai narratori e i modi del raccontare, che indicavano varie possibilità di lettura delle fiabe e leggende e nuove prospettive di ricerca.

 

Infine la collaborazione con Archivi del Sud di Alghero (Enedina Sanna e Enzo Favata) favorì il restauro delle registrazioni sonore dell’Archivio ADS e la progettazione di una collana che si concretizzò con l’edizione di tre compact disc (Logudoro, Baronie, Campidano) dal titolo "Contami unu contu" ("Raccontami una storia"), corredati da un libretto di accompagnamento a cura di Chiarella e Enrica.

 

Agli studi di narrativa di tradizione orale (che come si è detto sarà sempre al centro delle sue ricerche), si affiancarono anche lavori su altri aspetti del folklore isolano, tra cui l’alimentazione e la panificazione, l’antroponimia tradizionale, l’antropologia dell’abitare, i saperi femminili.

 

Ci si augura che i materiali della sua ricerca, e quelli sulla fiabistica in particolare, in parte inediti, possano trovare una adeguata collocazione così da poter essere consultati e costituire uno stimolo a chi vorrà proseguirne gli studi.